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Asma nei bambini: i segnali che i genitori non dovrebbero ignorare

L’asma rappresenta la patologia respiratoria cronica più comune nei bambini italiani, con una prevalenza stabile intorno al 9-10% nella popolazione pediatrica.

È una patologia spesso sottodiagnosticata ed è facile confondere tosse notturna, sibili e dispnea con banali raffreddori: riconoscerla precocemente è fondamentale e preserva da episodi acuti che nel medio periodo possono intaccare l’efficienza della funzione polmonare.

In Italia, l’asma colpisce circa 1 bambino su 10 sotto i 14 anni, con dati recenti che confermano il 9,5% dei pazienti in cure primarie e il 20,6% con sibili post-infettivi: una condizione tanto diffusa che il Rapporto OsMed 2024 di AIFA ha inserito i farmaci dell’apparato respiratorio come tra i più prescritti in pediatria, dopo gli antinfettivi, segno della domanda crescente fra le famiglie italiane.

Se in generale si tratta di forme leggere, nel 2% dei casi pediatrici si arriva a forme di asma grave che causano ricoveri, assenze scolastiche e costi sanitari elevati, con l’1-2% della spesa del Servizio Sanitario Nazionale a livello europeo assorbito storicamente dalla patologia.

Quali sono i segnali che un genitore non deve sottovalutare

I segnali a cui i genitori devono prestare particolare attenzione includono tosse ricorrente notturna, dispnea da sforzo e sibili espiratori, spesso scambiati erroneamente per bronchiti virali transitorie.

Secondo la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) le cause dell’asma possono essere molteplici:

  • l’ereditarietà e i fattori ambientali sono da tenere in alta considerazione perché giocano un ruolo molto importante. I più comuni sono l’esposizione al fumo di sigaretta, l’inquinamento ambientale, gli sbalzi eccessivi di temperatura, l’abuso dell’aria condizionata ma anche il ridotto allattamento al seno
  • è possibile ci siano fattori scatenanti come lo stress e l’esercizio fisico
  • i microbi (soprattutto i virus)
  • gli allergeni
  • il reflusso gastroesofageo

Tutte queste cause, o una combinazione fra esse, possono facilitare l’insorgenza dell’asma e i genitori possono monitorare i propri bambini considerando tre classici “segnali”: uno dei primi è la presenza di tosse notturna secca e persistente che disturba il sonno, con risvegli frequenti dovuti a oppressione toracica che peggiora al mattino. È una condizione che può compromettere concentrazione diurna e frequenza scolastica.

Il secondo segnale è legato alla presenza nel bambino/a di affanno dopo l’attività fisica: se il bambino si stanca velocemente o se manifesta tosse e affanno subito dopo aver giocato intensamente, potrebbe trattarsi di asma da sforzo.

Il terzo segnale è quello del sibilo persistente, in inglese wheezing, ossia un suono acuto e continuo, simile a un fischio, che il bambino/a emette durante l’espirazione. Questo suono indica che l’aria passa con difficoltà attraverso le vie aeree ristrette: se il sibilo si manifesta più volte nel tempo, va indagato e segnalato al pediatra.

L’importante ruolo del pediatra di famiglia

Il pediatra è il primo filtro e alleato per i genitori: valuta anamnesi, sintomi ricorrenti e familiarità, indirizzando a specialisti per conferma. L’importanza di rivolgersi al pediatra è fondamentale sin dai primi sintomi, perché il professionista riesce a distinguere l’asma allergico (70-80% dei casi pediatrici)con rinocongiuntivite da manifestazioni non allergiche (eosinofili bassi, trigger infettivi): una distinzione importantissima per indirizzare le famiglie dei piccoli pazienti verso l’impostazione di piani personalizzati, seguendo le linee guida GINA (Global Initiative for Asthma).

Ma il pediatra ha anche un ruolo di educazione verso genitori e pazienti sulla patologia e sull’utilizzo di eventuali medical device come gli inalatori, monitora costantemente la compliance e l’aderenza terapeutica e interviene per evitare sovradosaggi. 

È a conoscenza, e può quindi consigliare, alcune misure pratiche atte a prevenire alcuni sintomi. Ad esempio, per prevenire e minimizzare l’insorgenza della tosse notturna, può proporre una o più misure che anche la SIMRI consiglia, come, tra le altre: l’utilizzo di cuscini e materassi antiacaro, purificatori d’aria per ridurre le concentrazioni di allergeni ambientali, l’evitare pasti abbondanti prima di andare a dormire o il dormire con la testa leggermente sollevata.

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